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Nota sul Convegno Internazionale “Lost cities in a global perspective. Sources, experience, imagery in early modern period (XV-XVIII Century)”, Caserta, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Aula conferenze del Rettorato, 16-17 ottobre 2025

L’interessante convegno, di cui si dà qui una breve notizia, si è tenuto nell’ambito del PRIN del 2022 su The Vesuvian Lost Cities before the “Discovery”. Source, Experience, Imagery in Early Modern Period (VeLoCi), ed è stato organizzato dalle tre responsabili del progetto, le professoresse Danila Jacazzi e Giulia Ceriani Sebregondi, dell’Università della Campania, e Francesca Mattei, dell’Università di Roma Tre. Nonostante la specificità dell’argomento, sono state presentate ventiquattro relazioni suddivise in quattro sezioni, i cui titoli sono qui tradotti liberamente dall’inglese, lingua ufficiale del convegno, oltre all’italiano: Fonti testuali per la ricostruzione delle città perdute, Città perdute tra ricerca antiquaria ed esplorazione materiale, Cultura visuale e resoconti cartografici e di viaggi di esplorazione, Memoria culturale tra mito ed immaginazione.

Senza dar conto puntualmente di tutti questi interventi, sono tuttavia da ricordare i temi trattati con i relativi relatori. Nella prima sezione: le notizie cartografiche e d’archivio relative al territorio pompeiano precedenti i primi scavi (Danila Jacazzi); i primi tentativi per la ricostruzione ideale del Palazzo di Diocleziano a Spalato (Josip Belamarić); gli studi di Pirro Ligorio delle città vesuviane e i loro esiti successivi (Francesca Mattei); le vedute di Palmira nelle incisioni del Sei-Settecento (Gregorio Astengo); il mito etrusco in relazione alle città campane scomparse (Cettina Lenza).

Nella seconda sezione: la vicenda del Lapidarium quattrocentesco di Brescia, il primo pubblico in Italia (Alessandro Brodini); le tracce dell’antica Stabiae note nel Cinquecento e i primi scavi settecenteschi (Giulia Ceriani Sebregondi); le case dei Baglioni utilizzate come sostruzioni all’interno della Rocca Paolina di Perugia (Paolo Belardi e Francesca Funis); tracce e notizie di Ercolano precedenti agli scavi settecenteschi (Giorgia Pietropaolo); il luogo del convento francescano di Cholula in Messico (Daniel Fernando Macias Parra); la Città Nova dell’Annunziata a Massa Lubrense e le sue distruzioni e ricostruzioni (Giuseppe Pignatelli Spinazzola).

Nella terza sezione: la città di Sultania, nell’Iran settentrionale: studi e ricerche tra Ottocento e Novecento (Lorenzo Vigotti); fonti letterarie sulle città vesuviane da Petrarca al Cinquecento (Giorgia Aureli); città fantasma dell’Amazzonia nelle immaginazioni del primo Cinquecento (Juan Carlos Mantilla); le città sepolte dell’area vesuviana e le antichità dei Campi Flegrei nelle stampe del Cinquecento e del Seicento (Milena Viceconte); Atene alla fine del Seicento nei tre volumi di lettere di Cornelio Magni da Parma (Alper Metin); città sepolte in Abruzzo nei resoconti di viaggio del primo Ottocento (Diletta Haberl); la città maya di Palenque e la sua riscoperta tra Settecento ed Ottocento (Arianna Campiani).

Nella quarta sezione: l’immagine della Domus Aurea nella prima età moderna (Federica Causarano); il villaggio irochese di Hochelaga e le sue ricostruzioni ideali dal 1535 al 1678 (Lorenzo Gatta); Tenochtitlan, l’odierna Città del Messico, immaginata dagli europei come altera Roma (Delia Cosentino); viaggiatori europei ed eruditi alla ricerca dell’antica Taranto tra il Settecento e l’Ottocento (Stefania Casellana); Costantinopoli come “seconda Pompei”: fonti letterarie e variazioni climatiche (Maria Carolina Campone); la città perduta di Oyo-Ile in Nigeria nella memoria e nella identità del popolo degli Yoruba (Adekunle Adeyemo).

Gli abstract degli interventi presentati sono consultabili al presente link.

Filo conduttore di tutte le relazioni era naturalmente quello indicato nel titolo del convegno; e i dibattiti seguiti alle singole sessioni, con le conclusioni tracciate in chiusura dalle tre responsabili del progetto, oltre alle chiarificazioni di specifici argomenti sono valsi a tentare di ricondurre ad unità la notevole varietà dei temi trattati, per lo più poco considerati negli studi. Una certa discontinuità dei contenuti, in genere ben strutturati ma in qualche caso esiti di ricerche ancora in corso, riteniamo che sarà superata in future pubblicazioni; che, dato l’interesse del tema del convegno, ci auguriamo possano presto essere disponibili.

Complimenti a tutti i partecipanti e a chi ha organizzato un incontro così ben strutturato nonostante la sua complessità: le professoresse Danila Jacazzi, Giulia Ceriani Sebregondi, Francesca Mattei.  

Adriano Ghisetti Giavarina

Lost cities in a global perspective. Sources, experience, imagery in early modern period (XV-XVIII Century)

Nota sul Convegno Internazionale “Lost cities in a global perspective. Sources, experience, imagery in early modern period (XV-XVIII Century)”, Caserta, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Aula conferenze del Rettorato, 16-17 ottobre 2025

The Vesuvian Lost Cities before the “Discovery”: Sources, Experience, Imagery in the Early Modern Period

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